martedì 19 luglio 2011

Tra il Sudan e il neo Stato del Sud è sterminio di massa nella regione del Sud Kordofan


Khartum -- In Sudan si continua a sparare. Difficile, se non impossibile, pensare che la raggiunta indipendenza dello Stato del Sud (solo una settimana fa) coincida con la fine dei terribili conflitti interni che piagano lo stato centrale africano da ormai trent'anni. Si lotta armi ai denti in Darfur, sulle montagne Nuba, nella regione del Nilo Blu e in Sud Kordofan (area ricca di petrolio). Si tratta di territori che, pur politicamente ancora inseriti nel 'vecchio' stato del Sudan, danno accoglienza a innumerevoli tribù e supporters che si riconoscono nel SPLM (il primo partito nella neonata Repubblica del Sud Sudan) e che per il SPLM hanno combattuto negli ultimi 20 anni.

Le tre regioni da sempre sono in lotta tra loro e insieme lottano contro il governo di Khartum. Qui vale il detto 'il nemico del mio nemico, è mio amico'.

Ieri, al termine di un attacco congiunto tra i ribelli del Darfur e i militari del Sud Kordofan, è stata distrutta la guarnigione sudanese di Altaiss, 25 km a sud ovest di Kadugli, capitale del Sud Kordofan. Gli ultimi accadimenti rallenteranno ulteriormente il processo di normalizzazione dei rapporti tra i due Sudan e la fine del conflitto in Darfur.

Ma c'è di più. Sono ormai decine le testimonianze di violazioni del diritto internazionale che includono bombardamenti aerei, rapimenti, uccisioni casa per casa, arresti e detenzioni arbitrarie, omicidi mirati ed esecuzioni sommarie. Sono state segnalate almeno tre fosse comuni nei pressi della capitale Kadugli. Le Nazioni Unite hanno stimato in precedenza che oltre 70mila persone sono state sfollate a causa dei combattimenti del Sud Kordofan.

Ad oggi le Nazioni Unite nicchiano. La Corte Penale Internazionale dell'Aja ha già ammonito in passato il presidente del Sudan Omar al-Bashir (e altri 2 esponenti di Governo) per l'ipotesi di genocidio e crimini di guerra in Darfur.

Nessun commento:

Posta un commento

Cosa ne pensi? Scrivi qui il tuo commento