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domenica 13 novembre 2011

Berlusconi si dimette, la piazza è presa d'assalto dai professionisti dell'odio

Roma -- Dopo le già annunciate dimissioni di Silvio Berlusconi e in attesa del conferimento ufficiale del premierato al neo senatore a vita Mario Monti, infuria la polemica 'preventiva' degli esponenti del centrosinistra in Italia per quello che dovrebbe essere un videomessaggio che il Cavaliere diffonderà in serata.

Tutto questo fa - ovviamente - scopa con le feste e le immagini di giubilo inscenate ieri sera a Roma tra Palazzo Grazioli, piazza Colonna e il Quirinale, da qualche centinaio di ultrà antagonisti.

Indubbiamente così come fu condannata la reazione spropositata del senatore ex An Nino Strano alla caduta del Governo Prodi (quando mangiò mortadella e brindò in Aula), è da stigmatizzare vivamente la folla che ieri ha insultato Berlusconi di fronte al Quirinale e a Palazzo Grazioli, la folla che gettava monetine, che esibiva cartelli offensivi.

Si sa, il tifare 'preferibilmente contro' e non 'a favore' è un comportamento tutto italiano e tipico di quella sinistra italiana che decenni addietro si accaniva sul cadavere di Benito Mussolini a piazzale Loreto, la stessa sinistra che giustifica ancora oggi gli orrori del comunismo, quella sinistra che negli anni Piombo giustificava i brigatisti rossi, che protegge criminali politici come Battisti, quella sinistra mai pentita di aver sostenuto le peggiori dittature del secolo scorso.

Liguria, alluvione: dopo il disastro di Genova il governatore Burlando pensa a celebrare la Resistenza tagliando i fondi per la difesa del suolo

Genova -- Undici giorni dopo l'alluvione di Genova, mentre i cittadini spalano il fango e cercano di riprendersi la città, Claudio Burlando - presidente in quota Pd (già Pci e ministro Ds) della Regione Liguria - decide di trasferire i fondi per il disastro per celebrare la Resistenza.

Il governatore della Regione Liguria dimezza i fondi per il "Piano regionale per la difesa del suolo" togliendo altri 400mila euro dal capitolo "Investimenti inerenti la difesa del suolo e la tutela delle risorse idriche".

E, secondo quanto scrive il Giornale, martedì il Governatore chiederà ai consiglieri liguri di votare il tagli di risorse che servivano per la sicurezza dei cittadini e proporrà di spendere questi soldi per l'affermazione dei valori della Resistenza. Ma ci sanno anche 50mila euro per la memoria dei 'giulianodalmati'.

martedì 8 novembre 2011

Italia, Maggioranza ferma a 308 voti. Berlusconi valuta dimissioni: alle 18,30 sale al Quirinale


Roma -- "Prendo atto, rassegno le dimissioni" e ancora "ribaltone", "voto","presidente Repubblica" e "una soluzione". Quindi,"308, meno 8 traditori". Sono gli appunti - fotografati dall'Ansa - che Silvio Berlusconi si è annotato sul taccuino subito dopo l'approvazione da parte della Camera del disegno di legge di rendiconto generale dello Stato per il 2010. I voti a favore sono stati 308, nessun contrario, un astenuto. I non votanti sono stati 321. Secondo quanto si apprende il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è atteso al Quirinale alle 18.45 per un incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Chi ha tradito il Cav. Sono dieci i deputati di area centrodestra che oggi hanno voltato le spalle al Cavaliere e non hanno partecipato al voto sul Rendiconto generale dello Stato. Si tratta dei deputati del Pdl Roberto Antonione, Fabio Gava, Gennaro Malgieri, Giustina Destro.

Sempre del Pdl, Franco Stradella era presente in Aula ma si è astenuto. Da aggiungere c'è anche Alfonso Papa, che però si trova agli arresti domiciliari. Assenti al voto anche gli esponenti del Misto Calogero Mannino, Giancarlo Pittelli, Luciano Sardelli, Francesco Stagno D’Alcontres e Santo Versace.

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, subito dopo il voto, si è messo a controllare il tabulato dei voti che gli è stato consegnato dalla sottosegretaria Laura Ravetto. Probabilmente anche il Cavaliere vuole capire chi sono quelli che gli hanno voltato le spalle.

Italia, così la stampa estera su crisi e voto alla Camera

Roma -- Così dall'estero. La crisi economica in Italia e il voto previsto oggi alla Camera ovviamente riempiono le prime pagine di tutti i maggiori siti e quotidiani esteri.

CNN "Italia in crisi ma non solo". Sul portale web della CNN si sottolinea che "... l'Italia, come il Texas (che ha il secondo Pil più elevato degli Usa) o la California per gli Stati Uniti, rappresenta una grande economica oltre ad essere uno dei motori della Ue. Ciò dimostra che non è solo l'Italia a navigare in cattive acque ma tutta l'Europa; difficilmente risolveranno i loro problemi.

AL JAZEERA "Gli ultimi giorni di Cesare". Su Al Jazeera invece si scrive che a "... Roma si vivono gli ultimi giorni di Cesare, con diversi membri della maggioranza di Berlusconi pronti ad infliggere al Governo la mazzata finale".

BBC "I mercati non credono più a Berlusconi". Infine, per la Bbc, "... se Berlusconi andrà sotto alla Camera oggi non potrà più proseguire nella sua avventura al Governo. Il premier è già sopravvissuto a oltre 50 mozioni di fiducia ma questa crisi è legata ai mercati azionari internazionali che non credono più nell'economia italiana.

mercoledì 20 luglio 2011

Italia, la Camera dice si all'arresto di Papa. Il Senato (e il Pd) 'salva' Tedesco. Quasi-rissa in Transatlantico, gesto di stizza per il Cavaliere


Roma -- Un sì e un no dai palazzi del potere a Roma. La Camera ha dato il placet alla richiesta di custodia cautelare nei confronti di Alfonso Papa del PdL coinvolto nello scandalo P4. Dopo un lungo pomeriggio segnato da scontri incandescenti, l'Aula di Montecitorio ha dato il via libera all'arresto con 319 'sì' e 293 'no' approvando il parere della Giunta per le autorizzazioni.

Risultato completamente diverso al Senato dove è stata respinta la richiesta di arresto avanzata dalla procura di Bari per il senatore Pd Alberto Tedesco con 151 'no', 127 'sì' e 11 astenuti. Il provvedimento era stato chiesto dal Gip di Bari nell'ambito dell'indagine sulla corruzione nella sanità pugliese, per fatti che risalgono agli anni in cui Tedesco era assessore regionale alla sanità nella Giunta Vendola. Sembra che siano stati almeno 24 Senatori del Pd a 'salvare' Tedesco. Sul punto lo stesso Tedesco, intervistato alla Zanzara su Radio24, ha affermato che tutti i Senatori del Pd presenti al momento del voto in aula hanno optato per il sì all'arresto, aggiungendo che - probabilmente - a votare in difformità sarebbero stati gli esponenti della Lega.

Nessuno, né dai banchi della maggioranza né da quelli dell'opposizione, ha proferito parola, né tantomeno ha applaudito. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, avrebbe battuto il pugno sul tavolo, facendo una smorfia di disappunto e pronunciando la parola 'vergogna'. Berlusconi intanto riunisce lo stato maggiore PdL dopo il sì all'arresto Papa.

E dopo il voto è stato scontro quasi fisico quello in pieno Transatlantico alla Camera tra Enzo D'Anna, deputato Pdl e Angelo Cera, Udc. "Nelle carte c'è spesso il nome di Cesa, quando arrivano che facciamo autorizziamo l'arresto?" ha chiesto polemico il deputato pidiellino. Cera ha risposto per difendersi e i due sono arrivati quasi allo scontro fisico. Alla fine è intervenuto Casini che ha portato via il deputato Udc.

Sempre in Transatlantico, dopo un diverbio tra esponenti dell'opposizione e della maggioranza che si rimpallavano la responsabilità di aver respinto, nel segreto dell'urna, la richiesta del Gip di Bari, il confronto è degenerato. Il senatore Pd Paolo Giaretta è intervenuto per difendere verbalmente la collega Albertina Soliani dalle accuse di Domenico Gramazio (Pdl). "Pezzo di m...", gli ha urlato Gramazio, che si è avventato sul collega. I due sono stati divisi dagli altri senatori e dai commessi. "La Soliani veniva insolentita - ha spiegato un Giaretta visibilmente scosso - è un picchiatore". "Giaretta mi ha spintonato", ha ribattuto Gramazio, che ha poi preso a male parole un cronista, mentre i colleghi di partito tentavano di calmarlo (fonte TMNews).