mercoledì 20 luglio 2011

Italia, la Camera dice si all'arresto di Papa. Il Senato (e il Pd) 'salva' Tedesco. Quasi-rissa in Transatlantico, gesto di stizza per il Cavaliere


Roma -- Un sì e un no dai palazzi del potere a Roma. La Camera ha dato il placet alla richiesta di custodia cautelare nei confronti di Alfonso Papa del PdL coinvolto nello scandalo P4. Dopo un lungo pomeriggio segnato da scontri incandescenti, l'Aula di Montecitorio ha dato il via libera all'arresto con 319 'sì' e 293 'no' approvando il parere della Giunta per le autorizzazioni.

Risultato completamente diverso al Senato dove è stata respinta la richiesta di arresto avanzata dalla procura di Bari per il senatore Pd Alberto Tedesco con 151 'no', 127 'sì' e 11 astenuti. Il provvedimento era stato chiesto dal Gip di Bari nell'ambito dell'indagine sulla corruzione nella sanità pugliese, per fatti che risalgono agli anni in cui Tedesco era assessore regionale alla sanità nella Giunta Vendola. Sembra che siano stati almeno 24 Senatori del Pd a 'salvare' Tedesco. Sul punto lo stesso Tedesco, intervistato alla Zanzara su Radio24, ha affermato che tutti i Senatori del Pd presenti al momento del voto in aula hanno optato per il sì all'arresto, aggiungendo che - probabilmente - a votare in difformità sarebbero stati gli esponenti della Lega.

Nessuno, né dai banchi della maggioranza né da quelli dell'opposizione, ha proferito parola, né tantomeno ha applaudito. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, avrebbe battuto il pugno sul tavolo, facendo una smorfia di disappunto e pronunciando la parola 'vergogna'. Berlusconi intanto riunisce lo stato maggiore PdL dopo il sì all'arresto Papa.

E dopo il voto è stato scontro quasi fisico quello in pieno Transatlantico alla Camera tra Enzo D'Anna, deputato Pdl e Angelo Cera, Udc. "Nelle carte c'è spesso il nome di Cesa, quando arrivano che facciamo autorizziamo l'arresto?" ha chiesto polemico il deputato pidiellino. Cera ha risposto per difendersi e i due sono arrivati quasi allo scontro fisico. Alla fine è intervenuto Casini che ha portato via il deputato Udc.

Sempre in Transatlantico, dopo un diverbio tra esponenti dell'opposizione e della maggioranza che si rimpallavano la responsabilità di aver respinto, nel segreto dell'urna, la richiesta del Gip di Bari, il confronto è degenerato. Il senatore Pd Paolo Giaretta è intervenuto per difendere verbalmente la collega Albertina Soliani dalle accuse di Domenico Gramazio (Pdl). "Pezzo di m...", gli ha urlato Gramazio, che si è avventato sul collega. I due sono stati divisi dagli altri senatori e dai commessi. "La Soliani veniva insolentita - ha spiegato un Giaretta visibilmente scosso - è un picchiatore". "Giaretta mi ha spintonato", ha ribattuto Gramazio, che ha poi preso a male parole un cronista, mentre i colleghi di partito tentavano di calmarlo (fonte TMNews).

Nessun commento:

Posta un commento

Cosa ne pensi? Scrivi qui il tuo commento