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lunedì 21 maggio 2012

Sisma in Emilia Romagna, oltre 4mila sfollati e 7 vittime / AGGIORNAMENTI-FOTO-VIDEO



Bologna -- E' salito a 4.500 il conto degli sfollati per il terremoto che all'alba di ieri ha colpito l'Emilia. I dati sono stati aggiornati dalla Protezione civile dell'Emilia-Romagna che entro oggi conta di allestire altri 1.500 moduli assistenziali nel Modenese, una delle province piu' colpite insieme a quella di Ferrara.A Crevalcore, nel Bolognese, e' stato allestito un centro di accoglienza occupato in gran parte da extracomunitari. (Ansa)

>> La diretta di Repubblica.it


MULTIMEDIA


>> I video e le foto raccolte da Corriere.it

giovedì 1 marzo 2012

I No-Tav 'giocano' a far la guerra in Val di Susa, minacciando di bloccare l'Italia e sbeffeggiando lo Stato


Torino -- La Polizia sgombera le barricate costruite lunedì mattina dai No Tav a Chianocco, sull'autostrada A32 Torino-Bardonecchia, che adesso è percorribile in entrambe le direzioni, ma nella notte tornano gli scontri e i feriti in Val di Susa. I manifestanti lanciano sassi e altri oggetti contro gli agenti, che rispondono con i lacrimogeni, getti di idranti e cariche di alleggerimento. I No Tav vengono respinti dall'autostrada e si disperdono, ma poi si ricompattano in piccoli gruppi, pronti a continuare la protesta. Le forze restano sull'autostrada a presidiarla per garantire le operazioni per la sua riapertura al traffico. Alla fine di una giornata ad alta tensione si contano ancora una volta i feriti: un carabiniere (portato in ospedale), un funzionario e un ispettore di Polizia; altri fra i dimostranti che affermano di essere stati caricati e manganellati.

Ma la battaglia vera è arrivata nella notte, quando i manifestanti hanno ripetutamente tentato di 'riprendersi' l'autostrada e le forze dell'ordine hanno lanciato lacrimogeni e fatto cariche. La preoccupazione era cominciata già 24 ore prima, ancora una volta nel cuore della notte tra martedì e mercoledì, quando qualcuno ha dato fuoco a tre automobili di manifestanti No Tav, parcheggiate a qualche centinaia di metri dalle barricate di Chionocco. Ed è proseguita nella mattinata quando una troupe dell'agenzia televisiva H24, che sta seguendo la vicenda per Corriete Tv, è stata aggredita da un gruppo di manifestanti e un operatore colpito con un pugno. La troupe è la stessa che ieri ha registrato il video del manifestante che provoca un carabiniere, il quale subisce senza reagire (e meritandosi perciò un encomio dal ministro dell'Interno e dal comandante dell'Arma). Anche una troupe del TgCom è stata aggredita e numerosi giornalisti e fotografi sono stati minacciati e invitati, anche molto bruscamente ad allontanarsi (come il leader NoTav Perino intervistato da Radio24 "... siete delle merde, sciacalli...").

"Blocchiamo tutto". "Domani (oggi, ndr) blocchiamo tutto, dappertutto, alle 18". E' il passaparola che i No Tav hanno cominciato a far girare, pubblicandolo tra l'altro sui siti del movimento, al termine dell'assemblea tenuta nella notte a Bussoleno. Centinaia di manifestanti, appena allontanati dalle forze dell'ordine dall'autostrada a Chianocco, si sono ritrovati nel salone del centro polivalente della cittadina della val Susa e hanno progettato le prossime inziative di protesta, annunciando una serie di blocchi a sorpresa per il pomeriggio. Il Movimento No Tav accusa la Questura di Torino "di cariche violentissime, caccia all'uomo, vetrate dei bar distrutti per un rastrellamento di antica memoria, macchine parcheggiate vandalizzate e altro". Ma non dice che cosa hanno combinato i mascalzoni che si sono intrufolati nel movimento facendolo degenerare.

La provocazione. E a proposito di mascalzoni, merita di essere segnalato quel provocatore che si è piazzato di fronte a un carabiniere apostrofandolo (come registrato dalla troupe del Corriere.it): "Ehi tu, che pecorella sei? Hai un numero, un nome, un cognome, sai che sei un illegale?". Il faccia a faccia avviene sulla A32 bloccata dai manifestanti e a dividere il ragazzo, a volto scoperto, e il carabiniere, Stefano, 25enne sardo in tenuta antisommossa, c'é solo un guardarail. "Dovresti avere un numero di riconoscimento - dice il manifestante - io così non so chi sei e tu sai chi sono io. E' vero pecorelle?". Gli insulti proseguono, senza che il carabiniere e gli altri militari che gli sono intorno rispondano. "Sei forte - dice ancora il mascalzone - ma sai anche sparare? Vorrei vederti sparare, mi piacerebbe. Comunque sei una bella pecorella. Sei carino, dai anche i bacini alla tua ragazza con quella mascherina? Così non gli attacchi le malattie. Bravo bravo". L'"attivista" no Tav continua: "Comunque, per quello che guadagni, non vale la pena stare qui. Vi siete divertiti? Quindi fra sei ore ci vediamo qua...il cantiere dovrebbe durare vent'anni e ci vai in pensione vestito così come uno stronzo. Noi ci divertiamo un sacco a guardare questi stronzi". E conclude: "Tu non ti puoi camuffare lo sai, dovresti farti riconoscere...Parla invece di fare gesti. Che sei, sordomuto?". All'encomio ricevuto dai vertici dell'arma e dal governo per la saldezza di nervi dimostrata, il carabinieri ha risposto ringraziando e dicendo: "Ho fatto solo il mio dovere".

martedì 15 novembre 2011

Pronta la squadra di tecnici di Mario Monti, tutti i nomi

Roma -- Domattina si conoscerà con tutta probabilità la squadra di Governo del premier incaricato Mario Monti che dovrebbe vedere al suo interno anche Gianni Letta, già sottosegretario alla Presidenza Berlusconi, e l'ex premier Giuliano Amato.

Chi invece prenderà il posto di Letta sarà quasi certamente Enzo Moavero, 57 anni, avvocato e attualmente giudice del Tribunale di primo grado della Corte di Giustizia della Ue, uomo di fiducia del futuro premier perché né è stato capo di gabinetto ai tempi della Commissione europea, per la quale è stato anche segretario generale aggiunto, ovvero il numero due della 'macchina' di coordinamento dell'Esecutivo di Bruxelles. Sempre dalla capitale politica dell'Europa dovrebbe arrivare un'altra storica collaboratrice ed ex portavoce alla commissione Ue, Betty Olivi.

Questi i possibili ministri. All'Economia in pole c'è il bocconiano Guido Tabellini. Allo Sviluppo (o al posto di Letta) è in vantaggio Antonio Catricalà, presidente dell'Antitrust.

In alternativa, Carlo Secchi, economista, ex rettore della Bocconi e membro del CdA di Mediaset.

All'Interno Carlo Mosca, già capo di gabinetto con Pisanu e Amato, o Anna Maria Cancellieri.

Per la Difesa, poi, è l'ex capo di Stato Maggiore, Rolando Mosca Moschini, attualmente consigliere di Napolitano, il candidato più quotato.

Alla Farnesina, salgono le quotazioni di Amato (in alternativa Giampiero Massolo, attuale segretario generale del ministero).

Al Welfare l'economista Carlo Dell'Aringa è il nome più accreditato. Mentre alla Salute scendono le quotazioni di Umberto Veronesi e salgono quelle del rettore della Sapienza, Luigi Frati.

Alla Giustizia in pole c'è l'ex presidente della Consulta Cesare Mirabelli.

Alla Cultura l'archeologo Salvatore Settis. All'Istruzione il nome più gettonato è quello di Lorenzo Ornaghi, rettore della Cattolica.

Per le Infrastrutture la corsa è tra Rocco Sabelli (ad di Alitalia) Secchi e Catricalà, gli ultimi due in ballo anche per lo Sviluppo.

All'Ambiente, invece, sembra certa la promozione dell'attuale dg del ministero Corrado Clini.

Alla PA infine si parla di Luisa Torchia, allieva del giurista irpino Sabino Cassese e super esperta di diritto amministrativo e pubblica amministrazione.

Frankfurter Allgemeine Zeitung: "L'Italia necessita di una ristrutturazione completa"

di Günther Nonnenmacher *

Quale e se ci sarà il colpo di coda di Silvio Berlusconi e dei suoi alleati, lo si vedrà soltanto nei prossimi mesi.

Le immagini di giubilo degli oppositori di Berlusconi, che sabato hanno celebrato in piazza le sue dimissioni, non devono ingannare. Berlusconi non è stato un usurpatore, il suo è stato un premierato votato da molti milioni italiani, anche se il suo livello di popolarità non era mai stato così basso come negli ultimi tempi.

Se a destra in Italia ci sono diverse fazioni pronte a raccogliere i resti (i voti dei disillusi) del Governo di Berlusconi, anche a sinistra c'è un fronte nutrito di piccoli partiti pseudo-populisti e radicali che mira a sfruttare le debolezze del Pd.

Appare logico a questo punto che l'unico che potrà dare sollievo al Paese sarà l'esperto Monti e il suo Governo tecnico.

In verità, l'Italia avrebbe bisogno di un rinnovamento fondamentale del suo sistema politico, e questo riguarda non solo la classe politica in senso stretto, ma comprende anche gli atteggiamenti radicati negli italiani per decenni.

Il paese non è mai riuscito a prendere le distanze dal clientelismo che lo ha contraddistinto per decenni. Ciò ha comportato non solo il diffondersi della corruzione ma anche il blocco dello sviluppo globale.

E' quasi un miracolo se le piccole e medie imprese del Nord Italia resistano in questo mare di ostacoli. Nel Mezzogiorno invece questo sistema è diventato quasi impenetrabile e il sintomo più evidente è la criminalità organizzata.

Nonostante il notevole impegno dei movimenti anti criminalità organizzata resta ovvio che molti italiani - in assenza di altre vie d'uscita - sono scesi a patti con queste realtà parallele.

Le difficoltà economiche e il momento 'no' del Governo Berlusconi sono stati palesati ufficialmente con il trattamento quasi sprezzante riservato dal presidente Sarkozy e del cancelliere Merkel al leader di Arcore in occasione dell'ultima riunione dell'eurozona.

Episodio che ha fatto male all'orgoglio italiano e anche se molti italiani volevano da tempo sbarazzarsi di Berlusconi, tutti esigono rispetto per il Paese.

Anche per questo Mario Monti dovrà essere sostenuto e appoggiato da tutti in modo da ridare al Paese l'orgoglio perduto.

* Professore Onorario di Politica e Scienze della Comunicazione presso la Facoltà di Scienze Sociali e Filosofia dell'Università di Lipsia, esperto di politica estera del Frankfurter Allgemeine Zeitung

Attacco all'Euro: Monti, Goldman Sachs e la grande cospirazione del 'New World Order'


Roma -- Si chiamano 'goldmanien' (dal quotidiano francese Le Monde, ndr) gli uomini ‘ombra’ ('mai dire che sei uno dei nostri', una sorta de L'uomo che fuma di xfilesiana memoria) che fanno parte della fitta rete di Goldman Sachs in Europa e nel mondo. Se ne discute tanto in questi giorni, soprattutto in rete. Parliamo di Mario Draghi, Mario Monti, Lucas Papadémus, tutte figure con un passato nella banca d’affari Goldman Sachs e con un piede o nella Trilaterale o nel Gruppo Bilderberg. A questo proposito - e per capirci qualcosa in più rispetto agli intrecci che giacciono sotto le ultime nomine avvenute in Italia (e in Grecia e alla BCE) - proponiamo una riflessione di Marc Roche pubblicata su Le Monde, dal titolo 'Goldman Sachs, il trait d'union tra Draghi, Monti e Papadémos'.

>> Cosa hanno in comune Mario Draghi, Mario Monti e Lucas Papademos? Il nuovo presidente della BCE, il nuovo Presidente del Consiglio italiano il nuovo premier greco appartengono a vari livelli al "governo Sachs" europeo.

La banca d'affari americana ha infatti intrecciato in Europa una rete di influenze unica, da secoli sedimentata attraverso una fitta stratificazione di rapporti sconosciuti al grande pubblico.

Come ogni competizione che si rispetti, è necessario tenere conto di una gerarchia. Al primo posto troviamo naturalmente Mario Draghi, vice-presidente di Goldman Sachs per l'Europa tra il 2002 e il 2005 (e già a capo di Bankitalia, scelto come il suo prdecessore Fazio da Goldman Sachs). Divenuto 'associato', una delle sue 'missioni' fu quella di vendere i prodotti finanziari "swap" per coprire una parte del debito sovrano, contribuendo così a sofisticare i conti greci.

Poi c'è Mario Monti, neo premier italiano e international advisor (consulente 'senza ufficio', ndr) per Goldman Sachs dal 2005.

Quindi ecco Lucas Papademos, già governatore della Banca centrale ellenica tra il 1994 e il 2002 e vice presidente della BCE: partecipò all’operazione di falsificazione dei conti perpetrata da GS. Chi gestisce il debito greco è anche Christodoulos Petros, ex trader della compagnia.

Due altri pesi massimi hanno le carte in regola per la defenestrazione dell'euro, Otmar Issing, ex presidente di Bundesbank oggi advisor di GS, e Jim O'Neill, l'inventore del concetto dei BRICS, l'acronimo che designa i mercati emergenti a forte potenziale di crescita (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa).

Ex presidente di Goldman Sachs International di cui è rimasto uno degli amministratori, l'irlandese Peter Sutherland ha giocato un ruolo chiave nel salvataggio dell'Irlanda.

Infine, Paul Deighton che ha trascorso ventidue anni da Goldman Sachs, è direttore generale del comitato organizzatore delle Olimpiadi di Londra nel 2012. È il fanalino di coda, perché tutti sanno che lo sport, come l'amicizia, è fuori concorso.

Ma, al di là delle apparenze, la rete di influenza che aveva ben costruito il suo potere ha perso efficacia durante la tormenta politica finanziaria del 2008. Infatti, le vecchie complicità, scambiate dagli esperti banchieri centrali che tenevano le fila, si sono rivelate meno utili quando i politici sono diventati coscienti dell'impopolarità goduta dai professionisti della finanza, ritenuti responsabile della crisi.

Mentre prima Goldman Sachs poteva facilmente esercitare il proprio tornaconto, una serie di accadimenti - la Grecia, la speculazione contro l'euro, lo scandalo Abacus nel quale è stato coinvolto il goldmaniano francese Fabrizio Tourre - gli hanno messo contro l’opinione pubblica.

La rubrica telefonica è utile, ma non è più sufficiente in un pianeta finanziario complesso e tecnico, di fronte a una nuova generazione di industriali meno plasmati dal rispetto per l'establishment. I padroni europei partiti alla conquista dal mondo si sono emancipati dai crociati dell'alta finanza stile Goldman Sachs. Le richieste di valorizzazione delle azioni, le esigenze di trasparenza dei conti e l’obbligo dell'espansione all'estero hanno smussato l’"effetto rete". Infine, diventati più esigenti sulla qualità e l'indipendenza del mestiere di consulente, i clienti europei, ma non solo, pretendono ora il rispetto di un minimo di etica.

È qui arrivano i problemi per Goldman Sachs. Perché la banca ama posizionare i propri uomini senza mai lasciar cadere la propria maschera. Questo perché i suoi incaricati, sempre ligi, nascondono questa affiliazione quando concedono un'intervista o sono in missione ufficiale (come fu il caso di Monti, che nel 2010 si vide incaricare di uno studio sul mercato unico europeo dal presidente della Commissione, José Manuel Barroso).

Mario Draghi ha dichiarato che, essendo entrato in funzione nel 2002, non ha avuto niente a che fare col trucco dei conti greci orchestrato due anni prima dalla banca. Aveva dato le dimissioni nel 2005, l’anno precedente alla vendita degli swap di Goldman Sachs alla Banca Nazionale della Grecia, la prima banca commerciale del paese, diretta da un vecchio goldmaniano, Petros Christodoulos, oggi responsabile dell'organismo che gestisce il debito greco. <<

domenica 13 novembre 2011

IL DISCORSO DI NAPOLITANO DOPO L'ACCETTAZIONE CON RISERVA DELL'INCARICO DI MONTI

Roma -- Subito dopo il neo premier Mario Monti a parlare è il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

"Nel corso delle consultazioni - ha detto Napolitano - ho riscontrato un clima riflessivo e pacato. La particolare fragilità dell'Italia sta nell'altissimo debito pubblico accumulato in passato. E' un peso che rischia di mettere a dura prova l'impegno dello Stato. E' indispensabile recuperare la fiducia dei mercati".

Non ribaltone, nè delle elezioni del 2008 nè della democrazia. "A Monti l'incarico del nuovo Governo per formare un nuovo schieramento aperto a tutte le forze. Lo schieramento vincente ha visto ridurre le forze presenti in Parlamento, però non si tratta di nessun ribaltamento delle elezioni del 2008, nè del venir meno alla democrazia dell'alternanza, si tratta di dare vita a un governo che possa unire forze politiche diverse in un momento di difficoltà".

Si incoraggi il lavoro di Monti. "Il tentativo che propongo è difficile, lo so, dopo anni di appelli inascoltati e battaglie ma con il massimo rispetto confido che si voglia largamente incoraggiare il professore Monti, figura indipendente sempre estranea alla mischia politica".

E' giunto il momento del massimo senso di responsabilità. Operiamo tutti facendo uscire il paese dalla crisi finanziaria".

LE PRIME PAROLE DEL NUOVO PREMIER MARIO MONTI

Roma -- Il presidente Giorgio Napolitano ha conferito a Mario Monti l'incarico di formare un nuovo Governo. Monti ha accettato con 'riserva'. Dopo 45 minuti di colloquio con Napolitano, il professor Mario Monti ha dichiarato alla stampa: "Intendo adempiere questo compito con grande senso di responsabilità. Il Paese deve tornare ad essere di nuovo protagonista. I nostri sforzi saranno indirizzati a risostenere la crescita finanziaria. Lo dobbiamo ai nostri figli".

"Con profondo rispetto del Parlamento, opererò con urgenza per uscire da una situazione che presenta aspetti di emergenza. Tempi e nomi sinora diffusi sono il frutto di fantasia".

mercoledì 9 novembre 2011

Mario Monti nuovo senatore a vita, più vicino a Governo tecnico?

Roma -- Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha nominato Senatore a vita, ai sensi dell'articolo 59, secondo comma della Costituzione, il professor Mario Monti, che ha illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo scientifico e sociale. Il decreto è stato controfirmato dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Mario Monti sarebbe in pole in vista di un possibile governo tecnico. Ma nel borsino dei possibili candidati premier nel caso in cui si creassero le condizioni per un esecutivo di transizione, spunta, nei rumor del Transatlantico, anche il nome dell'ex premier Giuliano Amato. La voce, spiegano fonti di opposizione, girerebbe proprio in ambienti del centrodestra che vedrebbero Amato come candidato piu' accettabile, visto pure il suo passato da socialista, rispetto a Mario Monti.