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lunedì 14 novembre 2011

Ipse Dixit - Fini: "Mi dimetto quando lo farà Berlusconi".


Roma -- Era il 24 febbraio 2011 quando il leader di Fli nonchè presidente della Camera e già co-fondatore del PdL, Gianfranco Fini, nel salotto santoriano di Annozero disse: "Io sono pronto a dimettermi da presidente della Camera nello stesso momento in cui Berlusconi si dimette da presidente del Consiglio".

Sempre a casa Santoro ma pochi giorni fa, lo stesso Fini non ha perso l'occasione per tornare ad attaccare l'ex alleato ("... Il berlusconismo è finito? Mah... E' finito il governo Berlusconi, accontentiamoci intanto di questo...") ignaro di quanto detto e promesso pochi mesi prima.

Oggi gongola Fini e aggiusta il tiro su Gr Parlamento: "Le polemiche sulle mie dimissioni appartengono a un’altra stagione. A un anno fa. Cerchiamo di guardare in avanti". Oggi ci troviamo di fronte a "... una situazione radicalmente diversa per cui non avrebbe senso rivangare il passato".

E' chiaro, ora che è inziata la campagna elettorale, a Fini non conviene abbandonare l'alta carica per non perdere la massima delle visibilità. Anche per questo, forse, la terza carica dello Stato è interessato a far durare il professor Mario Monti il più possibile.

Roberto Saviano su 'El Pais' pontifica su "Gli ultimi giorni di Berlusconi"


"C'è una parola in Italia che descrive meglio di qualunque altra ciò che il governo Berlusconi è stato per il Paese, in senso politico ed economico: quella parola è immobilismo (orig. 'inmovilismo' ovvero resistenza al cambio, specialmente in ambito socio politico). Negli ultimi 20 anni in Italia non è successo niente. Non è stata attuata nemmeno una delle riforme promesse da Berlusconi nel 1994.

E' vero, sono stati i mercati a riuscire là dove hanno fallito l'opposizione del centrosinistra, la stampa, gli intellettuali. Ironia della sorte, proprio Silvio Berlusconi, che si è sempre vantato di aver creato un impero economico dal nulla, colui che aveva incarnato il sogno americano del self-made man, è stato travolto proprio dall'economia, il suo punto forte.

> Link al testo completo dell'articolo (in spagnolo)

Ennio Flaiano, grande scrittore italiano, ha detto che la linea più breve per congiungere due punti è l'arabesco. I quasi 20 anni di governo Berlusconi sono stati un vero e proprio arabesco: la linea possibilmente più lunga tra il vecchio modo di fare politica e il vecchio modo di fare politica che si presentò come nuovo. Quante bugie in questi 20 anni, quante mistificazioni (e qui riferimenti alle amicizie scomode con Putin, Gheddafi e Tarak Ben Ammar, ndr).

Non una sola legge è stata promossa per l'Italia, solo leggi ad personam. In Italia, il pubblico è nel caos, la sanità non è degna degli standard europei, la scuola, l'università e la ricerca arrancano.

E il mondo nuovo che prometteva Berlusconi è diventato improvvisamente un mondo vecchio, più vecchio di quello che l'ha preceduto.

A Mario Monti, che l'Europa ha avuto occasione di conoscere ed apprezzare durante i 10 anni in cui è stato commissario europeo, è stato affidato questo periodo di transizione. L'Europa si fida di lui e darà ossigeno all'economia italiana.

Ma Berlusconi non è ancora morto. Si faccia attenzione a coloro che invocano elezioni immediate, perchè in realtà sono soltanto desiderosi di raccogliere i voti e le preferenze che la crisi sociale porta inevitabilmente con sè.

L'impressione è che, ancora una volta, c'è spazio per tutto, tranne che per il talento e la volontà di ricostruire un paese che in realtà è stato umiliato nella sua moralità. In Italia, ancora una volta, il rischio è che si faccia piazza pulita in modo da poter tornare indietro facilmente".

domenica 13 novembre 2011

POST DIMISSIONI - IL VIDEO MESSAGGIO DI SILVIO BERLUSCONI /VIDEO


Roma -- Di seguito alcuni passaggi del video messaggio di Silvio Berlusconi in diretta su SkyTg24 da Palazzo Chigi.

"Il mio governo - ha detto il leader di Arcore - ha compiuto anche ieri il suo dovere. In tempi record è stata approvata la legge di stabilità. Questo ci consentirà di dimostrare la serietà dell'Italia, onorando la fiducia degli elettori nel 2008".

Mai stato sfiduciato. "Ho rassegnato le dimissioni per senso di responsabilità, senza essere mai stato sfiduciato".

Triste sentire fischi e insulti. E' stato triste vedere che tale gesto sia stato accolto con fischi e insulti. Ringrazio comunque gli italiani perchè ci hanno permesso di arrivare a molti dei traguardi che ci siamo prefissi nel lontano '94. Quella fu una dichiarazione d'amore per l'Italia, il paese che amo dissi allora, dove ho appreso l'amore per la libertà. Non cambio una parola di quel discorso".

Pronti a favorire Governo tecnico. "Oggi non esiste una alternativa politica. Al tempo stesso, secondo il principio di delega parlamentare, siamo pronti a favorire gli sforzi di Napolitano per dare al Paese un governo di elevato profilo tecnico. Faremo il nostro dovere, è arrivato però il momento di mettere alle spalle ogni faziosità e gratuita aggressività personale".

Crisi non nasce in Italia. "Questa è una crisi che è nata non in Italia ma fuori dall'Europa. La Bce deve diventare una banca garante se vogliamo salvare il vecchio continente".

Al servizio dell'Italia, da domani raddoppio sforzi. "Saremo come sempre al servizio dell'Italia. A quanti hanno esultato per la mia uscita di scena, dico che da domani raddoppierò gli sforzi per aiutare l'Italia, fino a quando non modernizzeremo l'Italia, il suo regime fiscale, il sistema giudiziario. Viva l'Italia, viva la libertà".

Berlusconi si dimette, la piazza è presa d'assalto dai professionisti dell'odio

Roma -- Dopo le già annunciate dimissioni di Silvio Berlusconi e in attesa del conferimento ufficiale del premierato al neo senatore a vita Mario Monti, infuria la polemica 'preventiva' degli esponenti del centrosinistra in Italia per quello che dovrebbe essere un videomessaggio che il Cavaliere diffonderà in serata.

Tutto questo fa - ovviamente - scopa con le feste e le immagini di giubilo inscenate ieri sera a Roma tra Palazzo Grazioli, piazza Colonna e il Quirinale, da qualche centinaio di ultrà antagonisti.

Indubbiamente così come fu condannata la reazione spropositata del senatore ex An Nino Strano alla caduta del Governo Prodi (quando mangiò mortadella e brindò in Aula), è da stigmatizzare vivamente la folla che ieri ha insultato Berlusconi di fronte al Quirinale e a Palazzo Grazioli, la folla che gettava monetine, che esibiva cartelli offensivi.

Si sa, il tifare 'preferibilmente contro' e non 'a favore' è un comportamento tutto italiano e tipico di quella sinistra italiana che decenni addietro si accaniva sul cadavere di Benito Mussolini a piazzale Loreto, la stessa sinistra che giustifica ancora oggi gli orrori del comunismo, quella sinistra che negli anni Piombo giustificava i brigatisti rossi, che protegge criminali politici come Battisti, quella sinistra mai pentita di aver sostenuto le peggiori dittature del secolo scorso.

Liguria, alluvione: dopo il disastro di Genova il governatore Burlando pensa a celebrare la Resistenza tagliando i fondi per la difesa del suolo

Genova -- Undici giorni dopo l'alluvione di Genova, mentre i cittadini spalano il fango e cercano di riprendersi la città, Claudio Burlando - presidente in quota Pd (già Pci e ministro Ds) della Regione Liguria - decide di trasferire i fondi per il disastro per celebrare la Resistenza.

Il governatore della Regione Liguria dimezza i fondi per il "Piano regionale per la difesa del suolo" togliendo altri 400mila euro dal capitolo "Investimenti inerenti la difesa del suolo e la tutela delle risorse idriche".

E, secondo quanto scrive il Giornale, martedì il Governatore chiederà ai consiglieri liguri di votare il tagli di risorse che servivano per la sicurezza dei cittadini e proporrà di spendere questi soldi per l'affermazione dei valori della Resistenza. Ma ci sanno anche 50mila euro per la memoria dei 'giulianodalmati'.

mercoledì 9 novembre 2011

Crisi in Italia, la stampa estera il giorno dopo l'annuncio di dimissioni di Berlusconi

Roma -- Un paese sotto attacco. Nonostante l'annuncio delle dimissioni del presidente del Consiglio Berlusconi la tensione sul debito pubblico italiano è ai massimi livelli: il rendimento del BTp benchmark decennale italiano ha sfondato la soglia del 7%, considerato il punto di non ritorno che ha portato Grecia Irlanda e Portogallo a chiedere aiuti.

Il differenziale di rendimento tra i Btp decennali e i Bund tedeschi è andato oltre i 570 punti a 571,2. Il rendimento è al 7,48%.

Così la stampa estera sul delicatissimo momento dell'Italia. Il New York Times titola: "La crisi in Italia si aggrava, il rendimento dei titoli di stato schizzano in alto".

Il Financial Times non crede al premier e cita: "Le promesse di Berlusconi non calmano le acque agitate dei mercati. Titoli di stato italiani a livelli insostenibili".

Così il Frankfurter Allgemeine Zeitung: "Nonostante l'annuncio di dimissioni del primo ministro italiano Berlusconi, i titoli di stato del paese continuano a perdere valore".

Infine Le Monde: "Silvio Berlusconi, la nuova vittima dei mercati finanziari. La pressione dei mercati finanziari sui tassi in Italia ha portato alla caduta di un Berlusconi già fiaccato gravemente dalla critica nazionale, dalla Chiesa e dall'opposizione".

martedì 8 novembre 2011

Quirinale: "Berlusconi, dimissioni dopo legge di stabilità" /FOTO


Roma -- "Il Presidente del Consiglio ha manifestato al Capo dello Stato la sua consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto odierno alla Camera; egli ha nello stesso tempo espresso viva preoccupazione per l'urgente necessità di dare puntuali risposte alle attese dei partner europei con l'approvazione della Legge di Stabilità, opportunamente emendata alla luce del più recente contributo di osservazioni e proposte della Commissione europea".

È quanto si legge nella nota diffusa dal Quirinale dopo l'incontro tra il capo dello Stato Giorgio Napolitano e il premier Silvio Berlusconi. "Una volta compiuto tale adempimento, il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato al Capo dello Stato, che procederà alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione", conclude la nota. Il tutto dovrebbe completarsi in meno di due settimane, poi via alle consultazioni.

Dell'esito dell'incontro al Quirinale Berlusconi dovrebbe discutere stasera con lo stato maggiore della maggioranza in una riunione convocata attorno alle 21 a palazzo Grazioli.

Italia, Maggioranza ferma a 308 voti. Berlusconi valuta dimissioni: alle 18,30 sale al Quirinale


Roma -- "Prendo atto, rassegno le dimissioni" e ancora "ribaltone", "voto","presidente Repubblica" e "una soluzione". Quindi,"308, meno 8 traditori". Sono gli appunti - fotografati dall'Ansa - che Silvio Berlusconi si è annotato sul taccuino subito dopo l'approvazione da parte della Camera del disegno di legge di rendiconto generale dello Stato per il 2010. I voti a favore sono stati 308, nessun contrario, un astenuto. I non votanti sono stati 321. Secondo quanto si apprende il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è atteso al Quirinale alle 18.45 per un incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Chi ha tradito il Cav. Sono dieci i deputati di area centrodestra che oggi hanno voltato le spalle al Cavaliere e non hanno partecipato al voto sul Rendiconto generale dello Stato. Si tratta dei deputati del Pdl Roberto Antonione, Fabio Gava, Gennaro Malgieri, Giustina Destro.

Sempre del Pdl, Franco Stradella era presente in Aula ma si è astenuto. Da aggiungere c'è anche Alfonso Papa, che però si trova agli arresti domiciliari. Assenti al voto anche gli esponenti del Misto Calogero Mannino, Giancarlo Pittelli, Luciano Sardelli, Francesco Stagno D’Alcontres e Santo Versace.

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, subito dopo il voto, si è messo a controllare il tabulato dei voti che gli è stato consegnato dalla sottosegretaria Laura Ravetto. Probabilmente anche il Cavaliere vuole capire chi sono quelli che gli hanno voltato le spalle.

Italia, Bossi: "Silvio si metta a lato, Alfano premier". Ultimi giorni per il Governo?


Roma -- Siamo alla resa dei conti. O almeno così pare. Anche il leader del Carroccio Bossi ha chiesto le dimissioni del premier Berlusconi. Il Senatur ha detto in sostanza: "Berlusconi faccia un passo di lato, Alfano nuovo premier".

Il voto sul bilancio alla Camera. Il Cav intanto si prepara alla conta dei voti alla Camera. La votazione è prevista per le 15:30, sul ddl di rendiconto e di assestamento del bilancio dello Stato che fu clamorosamente bocciato l'11 ottobre scorso. Saranno in tutto quattro le votazioni su cui l'assemblea di Montecitorio sarà chiamata a esprimersi. Sul rendiconto è prevista un'unica votazione. Sono, invece, tre le votazioni per l'assestamento: una per ciascuno dei due articoli e uno per il voto finale. Né i gruppi delle opposizioni, né i cinque dissidenti (Roberto Antonione, Giustina Destro, Fabio Gava, Giancarlo Pittelli e Antonio Buonfiglio) parteciparanno al voto sul Rendiconto.

Silvio Berlusconi attende l'esito del voto sul Rendiconto alla Camera per decidere il passo da fare successivamente, se fare un passo indietro o continuare nell'azione di governo. L'intenzione del premier è quella di ascoltare la Lega e riconvocare lo stato maggiore del Pdl per prendere la decisione finale. E' quanto emerso dal vertice del Pdl a Palazzo Grazioli.

Italia, così la stampa estera su crisi e voto alla Camera

Roma -- Così dall'estero. La crisi economica in Italia e il voto previsto oggi alla Camera ovviamente riempiono le prime pagine di tutti i maggiori siti e quotidiani esteri.

CNN "Italia in crisi ma non solo". Sul portale web della CNN si sottolinea che "... l'Italia, come il Texas (che ha il secondo Pil più elevato degli Usa) o la California per gli Stati Uniti, rappresenta una grande economica oltre ad essere uno dei motori della Ue. Ciò dimostra che non è solo l'Italia a navigare in cattive acque ma tutta l'Europa; difficilmente risolveranno i loro problemi.

AL JAZEERA "Gli ultimi giorni di Cesare". Su Al Jazeera invece si scrive che a "... Roma si vivono gli ultimi giorni di Cesare, con diversi membri della maggioranza di Berlusconi pronti ad infliggere al Governo la mazzata finale".

BBC "I mercati non credono più a Berlusconi". Infine, per la Bbc, "... se Berlusconi andrà sotto alla Camera oggi non potrà più proseguire nella sua avventura al Governo. Il premier è già sopravvissuto a oltre 50 mozioni di fiducia ma questa crisi è legata ai mercati azionari internazionali che non credono più nell'economia italiana.

domenica 30 ottobre 2011

Solofra (Avellino), bunga bunga di periferia: il sindaco, le ragazze, foto osè, microcamere nascoste e... /VIDEO


Solofra -- Ci sono proprio tutti gli ingredienti per il sexy scandalo in salsa italica che sta investendo in questi giorni il comune di Solofra, circa 12mila abitanti in provincia di Avellino e uno - con Arzignano (VI) e Santa Croce sull'Arno (PI) - dei tre poli conciari del Bel Paese.


A far scalpore sono le 33 foto a colori che ritrarrebbero il sindaco della cittadina irpina, Antonio Guarino, già DC, poi Forza Italia, PdL, Pd e ora indipendente (ma vicino al ritorno all'UdC), in atteggiamenti a dir poco licenziosi con alcune donne - forse del suo staff personale - all'interno del suo ufficio, a Palazzo Orsini, sede dell'amministrazione comunale solofrana.

A diffondere alla stampa le immagini è stato il consigliere comunale del Pd, Enzo Clemente, che ha raccontato di averle ricevute in forma anonima nella cassetta delle lettere. E mentre Clemente giura sulla veridicità degli scatti, il sindaco Guarino (alias o'professore) rivendica la sua innocenza al grido: "Sono vittima di un killeraggio mediatico". Risultato? Guarino non si dimette ma si autosospende dalla carica di primo cittadino e alle telecamere Rai de L'Arena di RaiUno dichiara: "Colpite ma ma non la mia famiglia".

Nel 2012 i solofrani saranno chiamati di nuovo alle urne per il rinnovo del Consiglio. Guarino, che fu già sindaco all'epoca del disastroso terremoto dell'Irpinia del novembre del 1980, ha retto l'amministrazione comunale negli ultimi due quinquenni (è succeduto all'ex sindaco socialista e già presidente del Consiglio regionale della Campania Lello De Chiara, deceduto tragicamente dieci anni fa). Mai però le schermaglie preelettorali a Solofra erano sfociate in scandali - se di scandalo si può parlare - di tali dimensioni.

Eppure, la città della concia irpina negli ultimi mesi era finita alla ribalta delle cronache - almeno quelle locali - per alcuni blitz e sequestri effettuati dai militari dell'Arma dei Carabinieri presso la municipalizzata del Comune e presso il comando di polizia municipale. C'è chi giura, forse con un eccesso di malizia, che quelle foto siano state montate 'ad hoc' o il frutto di una trappola ben predisposta per screditare l'amministrazione.

Le foto, si diceva, ritrarrebbero Guarino e due donne (presumibilmente del suo staff comunale dicono) in pratiche poco 'amministrative'. Non si tratterebbe di un unicum ma di atteggiamenti portati avanti negli ultimi quattro anni.

Clemente ha lanciato un appello rivolto in particolare “... alle donne di Solofra che non sono ritratte in quelle foto” affinché trovino il coraggio di reagire, imponendo all'attuale maggioranza ormai travolta dallo scandalo di uscire allo scoperto. “Ho fatto il mio dovere da cittadino e consigliere comunale – spiega Clemente – denunciando i gravi e imbarazzanti comportamenti del sindaco che, in anonimato, sono pervenute presso la mia abitazione. La cosa più semplice in questi casi è colpevolizzare l’autore della denuncia dandogli del matto annunciando querele, ma i fatti rappresentati in quelle foto sono inequivocabili, i fatti scabrosi avvengono tutti nel suo ufficio sotto i simboli sacri dell’istituzione comunale. Avevo il dovere di difendere l’istituzione violata ed offesa”.
Nell'ultima settimana per due volte la seduta di Consiglio comunale è andata deserta per mancanza del numeor legale. Luigi De Stefano, consigliere di opposizione, attacca: "La maggioranza diserta l’aula perché non è in grado di affrontare la situazione, il primo cittadino è delegittimato, nelle sue funzioni, a prescindere dalle reali responsabilità, che non spetta a me giudicare".

Pio Gagliardi, consigliere comunale a Solofra e anche in Provincia di Avellino per l'AdC di Pionati chiede persino l’intervento del prefetto: "L’amministrazione è allo sbando. Serve una guida salda per affrontare problematiche urgenti come la gestione del servizio idrico integrato e il salvataggio del distretto industriale".

A smorazare i toni ci pensa Antonio de Vita, vicesindaco: "È opportuno abbassare i toni, sono troppo accesi, esasperati. Con senso di responsabilità, dobbiamo tutti, insieme, tornare a lavorare per la città. Il mio è un appello accorato rivolto alle forze di maggioranza, ma anche di opposizione. Non le ho viste e non so dire se siano autentiche o false. Spetta agli inquirenti fare chiarezza ma, nell’attesa che questo avvenga, è mio compito riportare l’attenzione sui temi veri dello sviluppo che interessano i cittadini Solofra".

I documenti all’esame dei magistrati di Avellino, però, aumentano di giorno in giorno. L’ultimo atto è a firma della famiglia Guarino. "Ho segnalato alla procura della Repubblica che una delle tre figlie ha ricevuto copia di una delle foto incriminate. L’ha trovata nella sua casella di posta", dice l’avvocato Raffaele Tecce e sottolinea: "Questo è un altro fatto gravissimo che conferma la nostra ipotesi di disegno criminoso ben pensato e organizzato".

Sono due, al momento, i fascicoli aperti sulla vicenda delle foto a luci rosse. Uno è stato trasmesso dai carabinieri che hanno ricevuto da Clemente i trentatré scatti proibiti, corredati da minuziose didascalie. L’altro è stato sollecitato dal sindaco Guarino che ha presentato denuncia contro l’esponente di opposizione e contro ignoti, segnalando diverse ipotesi di reato: diffamazione e calunnia, per danneggiare l’immagine del sindaco, e soprattutto fraudolenta acquisizione di immagini che lo ritraggono, mediante l’uso di sofisticate apparecchiature installate, di notte e forse per anni, in Comune.

lunedì 24 ottobre 2011

Sarkozy e la sinistra italiana ridono dell'Italia. Se questa è l'alternativa


Roma -- Accade che in questa Italia, alle risatine sarcastiche di Sarkozy e della compiaciuta cancelliera tedesca Merkel, le opposizioni di sinistra (quasi tutte) si gonfiano la pancia di ilarità. Bersani, E. Letta, Di Pietro, Donadi e sodali hanno gioito delle macchiette da quart'ordine dell'asse francotedesco - due che sono prossimi al pensionamento politico come riferiscono i sondaggi - dimostrando un senso di patriottismo infimo, proprio nell'anno delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Senza voler sconfinare nella retorica e nel benaltrismo, è semplicemente disgustoso questo sentimento antinazionale messo in atto da alcuni 'italioti' per fini puramente interni (d'altra parte da sempre alla sinistra internazionalista la patria fa schifo, l'Inno d'Italia piace ancor meno e il tricolore è meglio bruciarlo in piazza). Vero è che il livello di credibilità di Berlusconi è basso come non mai, ma siamo sicuri che questa è la compagnia giusta per salvarci dal peggio?

mercoledì 20 luglio 2011

Italia, la Camera dice si all'arresto di Papa. Il Senato (e il Pd) 'salva' Tedesco. Quasi-rissa in Transatlantico, gesto di stizza per il Cavaliere


Roma -- Un sì e un no dai palazzi del potere a Roma. La Camera ha dato il placet alla richiesta di custodia cautelare nei confronti di Alfonso Papa del PdL coinvolto nello scandalo P4. Dopo un lungo pomeriggio segnato da scontri incandescenti, l'Aula di Montecitorio ha dato il via libera all'arresto con 319 'sì' e 293 'no' approvando il parere della Giunta per le autorizzazioni.

Risultato completamente diverso al Senato dove è stata respinta la richiesta di arresto avanzata dalla procura di Bari per il senatore Pd Alberto Tedesco con 151 'no', 127 'sì' e 11 astenuti. Il provvedimento era stato chiesto dal Gip di Bari nell'ambito dell'indagine sulla corruzione nella sanità pugliese, per fatti che risalgono agli anni in cui Tedesco era assessore regionale alla sanità nella Giunta Vendola. Sembra che siano stati almeno 24 Senatori del Pd a 'salvare' Tedesco. Sul punto lo stesso Tedesco, intervistato alla Zanzara su Radio24, ha affermato che tutti i Senatori del Pd presenti al momento del voto in aula hanno optato per il sì all'arresto, aggiungendo che - probabilmente - a votare in difformità sarebbero stati gli esponenti della Lega.

Nessuno, né dai banchi della maggioranza né da quelli dell'opposizione, ha proferito parola, né tantomeno ha applaudito. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, avrebbe battuto il pugno sul tavolo, facendo una smorfia di disappunto e pronunciando la parola 'vergogna'. Berlusconi intanto riunisce lo stato maggiore PdL dopo il sì all'arresto Papa.

E dopo il voto è stato scontro quasi fisico quello in pieno Transatlantico alla Camera tra Enzo D'Anna, deputato Pdl e Angelo Cera, Udc. "Nelle carte c'è spesso il nome di Cesa, quando arrivano che facciamo autorizziamo l'arresto?" ha chiesto polemico il deputato pidiellino. Cera ha risposto per difendersi e i due sono arrivati quasi allo scontro fisico. Alla fine è intervenuto Casini che ha portato via il deputato Udc.

Sempre in Transatlantico, dopo un diverbio tra esponenti dell'opposizione e della maggioranza che si rimpallavano la responsabilità di aver respinto, nel segreto dell'urna, la richiesta del Gip di Bari, il confronto è degenerato. Il senatore Pd Paolo Giaretta è intervenuto per difendere verbalmente la collega Albertina Soliani dalle accuse di Domenico Gramazio (Pdl). "Pezzo di m...", gli ha urlato Gramazio, che si è avventato sul collega. I due sono stati divisi dagli altri senatori e dai commessi. "La Soliani veniva insolentita - ha spiegato un Giaretta visibilmente scosso - è un picchiatore". "Giaretta mi ha spintonato", ha ribattuto Gramazio, che ha poi preso a male parole un cronista, mentre i colleghi di partito tentavano di calmarlo (fonte TMNews).

lunedì 18 luglio 2011

"Tribunale Ministri non competente", processo Ruby rimane a Milano

Milano -- Il processo Ruby rimane a Milano. Respinte dai pm milanesi tutte e 16 le eccezione proposte dalla difesa del premier Silvio Berlusconi per chiedere, tra le varie, il trasferimento del procedimento per competenza al Tribunale dei Ministri o al Tribunale di Monza.

Nell’ordinanza i giudici di Milano hanno stabilito che "... non è consentito il proscioglimento nel merito" del Presidente del Consiglio, come aveva chiesto la difesa. Nello stabilire ciò, il collegio ha rigettato la tesi prospettata dai legali del premier secondo la quale non si possono scindere le funzioni di presidente del Consiglio dalla qualità di premier.

La prossima udienza del processo Ruby è stata fissata per il 3 ottobre alle 9,30 quando è prevista anche l’udienza preliminare a carico di Lele Mora, Nicole Minetti ed Emilio Fede.

venerdì 15 luglio 2011

Italia, Berlusconi 'infortunato' in aula: Camera approva manovra con 314 Si e 280 No


Roma -- Il premier Silvio Berlusconi è arrivato stamane alla Camera con un gonfiore esteso sulla fronte. Durante la seduta a Montecitorio il leader di Arcore è stato visto toccarsi ripetutamente testa e nuca doloranti.

A sciogliere ogni dubbio è stato proprio Berlusconi che ha detto di aver battuto la testa dopo essere scivolato su qualcosa di viscido all'interno del suo bagno di casa. In serata sarà sottoposto ai controlli del caso a Milano, perché accusa un dolore alla mascella.

Intanto, la Camera ha votato la fiducia sulla manovra economica. Questi i numeri della votazione: presenti 602, votanti 600, hanno votato a favore 316 e contro 284. La manovra economica si avvia quindi verso l'approvazione definitiva in tempi record.

La votazione si è conclusa con 316 Si e 284 No e due astenuti. A non votare sono stati Adolfo Urso ed Andrea Ronchi, parlamentari che hanno lasciato qualche giorno fa il gruppo di Fli.

Aggiornamento: La Camera approva la manovra con 314 Si e 280 No. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha subito promulgato la legge di conversione del decreto che contiene la manovra economica quadriennale. "Una prova straordinaria di consapevolezza e di coesione nazionale, che rafforza la fiducia nell'Italia delle istituzioni europee e dei mercati", ha detto l'inquilino del Quirinale (fonte Repubblica.it).

P4, via libera dalla Giunta all'arresto di Papa


Roma -- La Giunta per le autorizzazioni della Camera ha dato il via libera sulla richiesta di arresto dei pm di Napoli del deputato del PdL, Alfonso Papa, coinvolto nell’inchiesta sulla cosiddetta P4.

Il 'sì' è arrivato con i soli voti dell’opposizione, la Lega si è astenuta mentre i deputati del PdL e i 'responsabili? hanno abbandonato i lavori per protesta. Mercoledì 20 luglio alle ore 16 si voterà alla Camera il parere oggi espresso dalla Giunta.

"Sul voto in aula - ha detto Papa - mi appello alla coscienza dei parlamentari e preciso che il carcere non mi fa paura se dovrà servire a veder trionfare la verità e la mia innocenza, di cui sono certo".