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lunedì 14 novembre 2011

Ipse Dixit - Fini: "Mi dimetto quando lo farà Berlusconi".


Roma -- Era il 24 febbraio 2011 quando il leader di Fli nonchè presidente della Camera e già co-fondatore del PdL, Gianfranco Fini, nel salotto santoriano di Annozero disse: "Io sono pronto a dimettermi da presidente della Camera nello stesso momento in cui Berlusconi si dimette da presidente del Consiglio".

Sempre a casa Santoro ma pochi giorni fa, lo stesso Fini non ha perso l'occasione per tornare ad attaccare l'ex alleato ("... Il berlusconismo è finito? Mah... E' finito il governo Berlusconi, accontentiamoci intanto di questo...") ignaro di quanto detto e promesso pochi mesi prima.

Oggi gongola Fini e aggiusta il tiro su Gr Parlamento: "Le polemiche sulle mie dimissioni appartengono a un’altra stagione. A un anno fa. Cerchiamo di guardare in avanti". Oggi ci troviamo di fronte a "... una situazione radicalmente diversa per cui non avrebbe senso rivangare il passato".

E' chiaro, ora che è inziata la campagna elettorale, a Fini non conviene abbandonare l'alta carica per non perdere la massima delle visibilità. Anche per questo, forse, la terza carica dello Stato è interessato a far durare il professor Mario Monti il più possibile.

martedì 8 novembre 2011

Italia, Maggioranza ferma a 308 voti. Berlusconi valuta dimissioni: alle 18,30 sale al Quirinale


Roma -- "Prendo atto, rassegno le dimissioni" e ancora "ribaltone", "voto","presidente Repubblica" e "una soluzione". Quindi,"308, meno 8 traditori". Sono gli appunti - fotografati dall'Ansa - che Silvio Berlusconi si è annotato sul taccuino subito dopo l'approvazione da parte della Camera del disegno di legge di rendiconto generale dello Stato per il 2010. I voti a favore sono stati 308, nessun contrario, un astenuto. I non votanti sono stati 321. Secondo quanto si apprende il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è atteso al Quirinale alle 18.45 per un incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Chi ha tradito il Cav. Sono dieci i deputati di area centrodestra che oggi hanno voltato le spalle al Cavaliere e non hanno partecipato al voto sul Rendiconto generale dello Stato. Si tratta dei deputati del Pdl Roberto Antonione, Fabio Gava, Gennaro Malgieri, Giustina Destro.

Sempre del Pdl, Franco Stradella era presente in Aula ma si è astenuto. Da aggiungere c'è anche Alfonso Papa, che però si trova agli arresti domiciliari. Assenti al voto anche gli esponenti del Misto Calogero Mannino, Giancarlo Pittelli, Luciano Sardelli, Francesco Stagno D’Alcontres e Santo Versace.

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, subito dopo il voto, si è messo a controllare il tabulato dei voti che gli è stato consegnato dalla sottosegretaria Laura Ravetto. Probabilmente anche il Cavaliere vuole capire chi sono quelli che gli hanno voltato le spalle.

Italia, Bossi: "Silvio si metta a lato, Alfano premier". Ultimi giorni per il Governo?


Roma -- Siamo alla resa dei conti. O almeno così pare. Anche il leader del Carroccio Bossi ha chiesto le dimissioni del premier Berlusconi. Il Senatur ha detto in sostanza: "Berlusconi faccia un passo di lato, Alfano nuovo premier".

Il voto sul bilancio alla Camera. Il Cav intanto si prepara alla conta dei voti alla Camera. La votazione è prevista per le 15:30, sul ddl di rendiconto e di assestamento del bilancio dello Stato che fu clamorosamente bocciato l'11 ottobre scorso. Saranno in tutto quattro le votazioni su cui l'assemblea di Montecitorio sarà chiamata a esprimersi. Sul rendiconto è prevista un'unica votazione. Sono, invece, tre le votazioni per l'assestamento: una per ciascuno dei due articoli e uno per il voto finale. Né i gruppi delle opposizioni, né i cinque dissidenti (Roberto Antonione, Giustina Destro, Fabio Gava, Giancarlo Pittelli e Antonio Buonfiglio) parteciparanno al voto sul Rendiconto.

Silvio Berlusconi attende l'esito del voto sul Rendiconto alla Camera per decidere il passo da fare successivamente, se fare un passo indietro o continuare nell'azione di governo. L'intenzione del premier è quella di ascoltare la Lega e riconvocare lo stato maggiore del Pdl per prendere la decisione finale. E' quanto emerso dal vertice del Pdl a Palazzo Grazioli.