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giovedì 1 marzo 2012

I No-Tav 'giocano' a far la guerra in Val di Susa, minacciando di bloccare l'Italia e sbeffeggiando lo Stato


Torino -- La Polizia sgombera le barricate costruite lunedì mattina dai No Tav a Chianocco, sull'autostrada A32 Torino-Bardonecchia, che adesso è percorribile in entrambe le direzioni, ma nella notte tornano gli scontri e i feriti in Val di Susa. I manifestanti lanciano sassi e altri oggetti contro gli agenti, che rispondono con i lacrimogeni, getti di idranti e cariche di alleggerimento. I No Tav vengono respinti dall'autostrada e si disperdono, ma poi si ricompattano in piccoli gruppi, pronti a continuare la protesta. Le forze restano sull'autostrada a presidiarla per garantire le operazioni per la sua riapertura al traffico. Alla fine di una giornata ad alta tensione si contano ancora una volta i feriti: un carabiniere (portato in ospedale), un funzionario e un ispettore di Polizia; altri fra i dimostranti che affermano di essere stati caricati e manganellati.

Ma la battaglia vera è arrivata nella notte, quando i manifestanti hanno ripetutamente tentato di 'riprendersi' l'autostrada e le forze dell'ordine hanno lanciato lacrimogeni e fatto cariche. La preoccupazione era cominciata già 24 ore prima, ancora una volta nel cuore della notte tra martedì e mercoledì, quando qualcuno ha dato fuoco a tre automobili di manifestanti No Tav, parcheggiate a qualche centinaia di metri dalle barricate di Chionocco. Ed è proseguita nella mattinata quando una troupe dell'agenzia televisiva H24, che sta seguendo la vicenda per Corriete Tv, è stata aggredita da un gruppo di manifestanti e un operatore colpito con un pugno. La troupe è la stessa che ieri ha registrato il video del manifestante che provoca un carabiniere, il quale subisce senza reagire (e meritandosi perciò un encomio dal ministro dell'Interno e dal comandante dell'Arma). Anche una troupe del TgCom è stata aggredita e numerosi giornalisti e fotografi sono stati minacciati e invitati, anche molto bruscamente ad allontanarsi (come il leader NoTav Perino intervistato da Radio24 "... siete delle merde, sciacalli...").

"Blocchiamo tutto". "Domani (oggi, ndr) blocchiamo tutto, dappertutto, alle 18". E' il passaparola che i No Tav hanno cominciato a far girare, pubblicandolo tra l'altro sui siti del movimento, al termine dell'assemblea tenuta nella notte a Bussoleno. Centinaia di manifestanti, appena allontanati dalle forze dell'ordine dall'autostrada a Chianocco, si sono ritrovati nel salone del centro polivalente della cittadina della val Susa e hanno progettato le prossime inziative di protesta, annunciando una serie di blocchi a sorpresa per il pomeriggio. Il Movimento No Tav accusa la Questura di Torino "di cariche violentissime, caccia all'uomo, vetrate dei bar distrutti per un rastrellamento di antica memoria, macchine parcheggiate vandalizzate e altro". Ma non dice che cosa hanno combinato i mascalzoni che si sono intrufolati nel movimento facendolo degenerare.

La provocazione. E a proposito di mascalzoni, merita di essere segnalato quel provocatore che si è piazzato di fronte a un carabiniere apostrofandolo (come registrato dalla troupe del Corriere.it): "Ehi tu, che pecorella sei? Hai un numero, un nome, un cognome, sai che sei un illegale?". Il faccia a faccia avviene sulla A32 bloccata dai manifestanti e a dividere il ragazzo, a volto scoperto, e il carabiniere, Stefano, 25enne sardo in tenuta antisommossa, c'é solo un guardarail. "Dovresti avere un numero di riconoscimento - dice il manifestante - io così non so chi sei e tu sai chi sono io. E' vero pecorelle?". Gli insulti proseguono, senza che il carabiniere e gli altri militari che gli sono intorno rispondano. "Sei forte - dice ancora il mascalzone - ma sai anche sparare? Vorrei vederti sparare, mi piacerebbe. Comunque sei una bella pecorella. Sei carino, dai anche i bacini alla tua ragazza con quella mascherina? Così non gli attacchi le malattie. Bravo bravo". L'"attivista" no Tav continua: "Comunque, per quello che guadagni, non vale la pena stare qui. Vi siete divertiti? Quindi fra sei ore ci vediamo qua...il cantiere dovrebbe durare vent'anni e ci vai in pensione vestito così come uno stronzo. Noi ci divertiamo un sacco a guardare questi stronzi". E conclude: "Tu non ti puoi camuffare lo sai, dovresti farti riconoscere...Parla invece di fare gesti. Che sei, sordomuto?". All'encomio ricevuto dai vertici dell'arma e dal governo per la saldezza di nervi dimostrata, il carabinieri ha risposto ringraziando e dicendo: "Ho fatto solo il mio dovere".

domenica 13 novembre 2011

IL DISCORSO DI NAPOLITANO DOPO L'ACCETTAZIONE CON RISERVA DELL'INCARICO DI MONTI

Roma -- Subito dopo il neo premier Mario Monti a parlare è il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

"Nel corso delle consultazioni - ha detto Napolitano - ho riscontrato un clima riflessivo e pacato. La particolare fragilità dell'Italia sta nell'altissimo debito pubblico accumulato in passato. E' un peso che rischia di mettere a dura prova l'impegno dello Stato. E' indispensabile recuperare la fiducia dei mercati".

Non ribaltone, nè delle elezioni del 2008 nè della democrazia. "A Monti l'incarico del nuovo Governo per formare un nuovo schieramento aperto a tutte le forze. Lo schieramento vincente ha visto ridurre le forze presenti in Parlamento, però non si tratta di nessun ribaltamento delle elezioni del 2008, nè del venir meno alla democrazia dell'alternanza, si tratta di dare vita a un governo che possa unire forze politiche diverse in un momento di difficoltà".

Si incoraggi il lavoro di Monti. "Il tentativo che propongo è difficile, lo so, dopo anni di appelli inascoltati e battaglie ma con il massimo rispetto confido che si voglia largamente incoraggiare il professore Monti, figura indipendente sempre estranea alla mischia politica".

E' giunto il momento del massimo senso di responsabilità. Operiamo tutti facendo uscire il paese dalla crisi finanziaria".

LE PRIME PAROLE DEL NUOVO PREMIER MARIO MONTI

Roma -- Il presidente Giorgio Napolitano ha conferito a Mario Monti l'incarico di formare un nuovo Governo. Monti ha accettato con 'riserva'. Dopo 45 minuti di colloquio con Napolitano, il professor Mario Monti ha dichiarato alla stampa: "Intendo adempiere questo compito con grande senso di responsabilità. Il Paese deve tornare ad essere di nuovo protagonista. I nostri sforzi saranno indirizzati a risostenere la crescita finanziaria. Lo dobbiamo ai nostri figli".

"Con profondo rispetto del Parlamento, opererò con urgenza per uscire da una situazione che presenta aspetti di emergenza. Tempi e nomi sinora diffusi sono il frutto di fantasia".

Berlusconi si dimette, la piazza è presa d'assalto dai professionisti dell'odio

Roma -- Dopo le già annunciate dimissioni di Silvio Berlusconi e in attesa del conferimento ufficiale del premierato al neo senatore a vita Mario Monti, infuria la polemica 'preventiva' degli esponenti del centrosinistra in Italia per quello che dovrebbe essere un videomessaggio che il Cavaliere diffonderà in serata.

Tutto questo fa - ovviamente - scopa con le feste e le immagini di giubilo inscenate ieri sera a Roma tra Palazzo Grazioli, piazza Colonna e il Quirinale, da qualche centinaio di ultrà antagonisti.

Indubbiamente così come fu condannata la reazione spropositata del senatore ex An Nino Strano alla caduta del Governo Prodi (quando mangiò mortadella e brindò in Aula), è da stigmatizzare vivamente la folla che ieri ha insultato Berlusconi di fronte al Quirinale e a Palazzo Grazioli, la folla che gettava monetine, che esibiva cartelli offensivi.

Si sa, il tifare 'preferibilmente contro' e non 'a favore' è un comportamento tutto italiano e tipico di quella sinistra italiana che decenni addietro si accaniva sul cadavere di Benito Mussolini a piazzale Loreto, la stessa sinistra che giustifica ancora oggi gli orrori del comunismo, quella sinistra che negli anni Piombo giustificava i brigatisti rossi, che protegge criminali politici come Battisti, quella sinistra mai pentita di aver sostenuto le peggiori dittature del secolo scorso.

mercoledì 9 novembre 2011

Mario Monti nuovo senatore a vita, più vicino a Governo tecnico?

Roma -- Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha nominato Senatore a vita, ai sensi dell'articolo 59, secondo comma della Costituzione, il professor Mario Monti, che ha illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo scientifico e sociale. Il decreto è stato controfirmato dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Mario Monti sarebbe in pole in vista di un possibile governo tecnico. Ma nel borsino dei possibili candidati premier nel caso in cui si creassero le condizioni per un esecutivo di transizione, spunta, nei rumor del Transatlantico, anche il nome dell'ex premier Giuliano Amato. La voce, spiegano fonti di opposizione, girerebbe proprio in ambienti del centrodestra che vedrebbero Amato come candidato piu' accettabile, visto pure il suo passato da socialista, rispetto a Mario Monti.

martedì 8 novembre 2011

Quirinale: "Berlusconi, dimissioni dopo legge di stabilità" /FOTO


Roma -- "Il Presidente del Consiglio ha manifestato al Capo dello Stato la sua consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto odierno alla Camera; egli ha nello stesso tempo espresso viva preoccupazione per l'urgente necessità di dare puntuali risposte alle attese dei partner europei con l'approvazione della Legge di Stabilità, opportunamente emendata alla luce del più recente contributo di osservazioni e proposte della Commissione europea".

È quanto si legge nella nota diffusa dal Quirinale dopo l'incontro tra il capo dello Stato Giorgio Napolitano e il premier Silvio Berlusconi. "Una volta compiuto tale adempimento, il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato al Capo dello Stato, che procederà alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione", conclude la nota. Il tutto dovrebbe completarsi in meno di due settimane, poi via alle consultazioni.

Dell'esito dell'incontro al Quirinale Berlusconi dovrebbe discutere stasera con lo stato maggiore della maggioranza in una riunione convocata attorno alle 21 a palazzo Grazioli.