
Alaska -- Sicuri che il riscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacci siano soltanto una catastrofe ambientale su scala planetaria? Secondo gli scienziati, l'aumento generale delle temperature nella regione dell'Artico condizionerebbe (e porterebbe alla morte) diverse specie animali e piante. Ma quello che danneggerebbe fauna e flora in realtà rappresenterebbe una preziosa risorsa per l'economia e per il commercio.
L'abbassamento degli strati di ghiaccio perenne (permafrost) ha dato accesso ai giacimenti di idrocarburi, gas e petrolio che erano precedentemente intrappolati da metri e metri di ghiaccio. E l'abbondanza di queste risorse, soprattutto in quell'area dell'emisfero nord della Terra, ha già reso 'bollente' le manovre logistiche-strategiche delle superpotenze mondiali.
Oltre alla presenza di circa 90 milioni di barili di petriolo, si stima che la regione dell'Artico custodisca nei suoi anfratti anche una delle più vaste cave di diamanti dell'intero pianeta.
Stati Uniti, Canada, Russia, Norvegia, Danimarca, Islanda, Svezia e Finlandia reclamano un pezzetto di questa fortuna ma ad oggi non esiste (tranne che per una convezione Onu sulla pesca) nessun testo ufficiale che normalizzi la questione delle proprietà nell'Artico.
Di qui, è facile pensare come le superpotenze militari della Guerra Fredda (Usa e Russia) stiano già pensando di ri-rafforzare la loro presenza sulle coste, ormai non più ghiacciate, del Polo Nord.
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