giovedì 11 agosto 2011

Rivolte nelle città inglesi: giovani 'spregiudicati' perchè i genitori hanno perso la loro autorità?


Londra -- La situazione nelle maggiori città inglesi colpite negli ultimi giorni dall'ondata di rivolta urbana (che alle casse di sua maestà costerà ben 100 milioni di sterline, ndr) sembra essere tornata alla normalità, anche se di normalità non si può parlare visto le imponenti misure di sicurezza adottate nelle ultime 48 ore dal Governo Cameron.

Le persone arrestate da sabato notte sono state più di 1200, la maggior parte giovani e giovanissimi - come giovane era Mark Duggan, il 29enne ucciso dalla polizia una settimana fa e per il cui decesso è scoppiata la prima rivolta nel tormentato quartiere londinese di Tottenham.

L'opinione pubblica inglese si ritrova a discutere adesso del protagonismo dei giovani rivoltosi e del ruolo dei loro (mancati) genitori.

Quello che emerge, secondo esperti, docenti e operatori sociali del Regno Unito, è che i genitori inglesi oggi hanno paura di 'catechizzare' i propri figli, indebolendo così la propria autorità di figura paterna/materna.

E così mentre il premier David Cameron parlava di 'broken Britain', il sindaco di Londra - alla visione delle immagini dei teppisti 12enni e 13enni - ha spiegato che è necessario che ai genitori e agli insegnanti venga ri-concesso il diritto di imporre la propria autorità sui minori.

In Inghilterra, le cattive abitudini e la 'criminal mind' sono pericolosamente diventate di moda tra i giovani e giovanissimi, ovvero quella particolare fascia della società che, oggi, non teme più il rappresentante della legge e che è cresciuta, suo malgrado, senza la disciplina e l'educazione impartita dai genitori.

La crisi economica, la perdita del posto di lavoro, indebolisce ancora di più la figura del padre (dove questi risulta essere presente, ndr) e della madre: senza occupazione non hai nulla e non hai, quindi, nulla da perdere. Ecco perchè i ragazzini di Londra non si sono preoccupati di coprirsi il volto mentre saccheggiavano i negozi, mentre sfasciavano le vetrine alla ricerca non di soldi ma di attrezzi ginnici, cellulari e tv al plasma, oggetti che la 'recessione' ha negato loro sin dalla nascita.

Certo, la povertà e l'indigenza non ti trasformano per forza in un criminale. A questi ragazzi però non è stato mai detto "Non fare questo, è sbagliato". Al contrario. è anche vero però che genitori sovra-presenti e iper-severi possono scatenare nei più giovani un istinto naturale nell'esprimere all'esterno la propria indipendenza, spesso come violenza pura.

Ma risulta difficilmente giustificabile affermare che in Inghilterra i genitori hanno perso potere, quando le leggi d'oltremanica - in materia di abusi sui minori - sono tra le più antiquate e permissive del vecchio continente (cfr. il caso della morte di 'Baby P.').

La violenza, dunque, non è congenita: è qualcosa che viene appresa. Due bambini di 2 anni che si tirano per i capelli non stanno sicuramente giocando, nè stanno dimostrando il loro naturale spirito di sopravvivenza. I giovani che agiscono in maniera violenta, probabilmente sono stati 'brutalizzati' (fisicamente e psicologicamente) da persone adulte e oggi sfogano la propria rabbia in un momento in cui le forze dell'ordine (ma anche genitori, insegnanti, ecc..) sembrano aver perso la loro autorità. Qui ventum seminabunt et turbinem metent.


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