martedì 2 agosto 2011

Kosovo del Nord, la Nato invia nuovi soldati al confine con la Serbia


Kosovska Mitrovica -- La Nato manderà altre centinaia di soldati nel Kosovo del Nord dove negli ultimi giorni si è riacceso lo scontro etnico al confine con la Serbia. La stessa alleanza militare ha riferito che la situazione non si è incancrenita e che i rinforzi rientrano nell'ambito di un programma già prefissato.

Solo la scorsa settimana la notizia dei gravi incidenti registrati al confine settentrionale tra i due Paesi, dove giovani estremisti, con ogni probabilità serbi, avevano dato alle fiamme un check point, come ritorsione al dispiegamento di doganieri kosovaro-albanesi.

La Kosovo Force (Kfor) conta circa 6mila soldati in Kosovo. A questi si potrebbero aggiungere un totale di 700 soldati, di cui circa 550 dalla Germania e 150 dall'Austria.

Nell'ambito della questione kossovara (repubblica autoproclamatasi indipendente dal 17 febbraio 2008 e non riconosciuta dal Governo Serbo), il futuro del Kosovo del Nord rappresenta una sorta di "problema nel problema". I serbi del Kosovo settentrionale hanno infatti rifiutato qualsiasi forma di collaborazione con il governo di Pristina (a maggioranza albanese).

Va inoltre notato che la maggioranza della popolazione non solo rifuta l'idea di vivere in un Kosovo indipendente ma osteggia anche l'ipotesi di vivere in un Kosovo che, pur ancora unito alla Serbia, sia dominato da un governo a maggioranza albanese. D'altro canto, una possibile soluzione potrebbe essere la separazione delle terre a nord dell'Ibar dal resto della provincia: questa soluzione, tuttavia, è rifiutata dal governo serbo, dalle Nazioni Unite e dall'attuale governo kosovaro.

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