Roma -- E' la Nuova Zelanda la nazione dove è meno sentita la corruzione nella pubblica amministrazione; Somalia e Nord Corea sono le più corrotte. A riferirlo è l'ultimo rapporto pubblicato da una organizzazione apartitica e non profit con sede a Berlino (http://cpi.transparency.org/cpi2011/).
L'Italia si piazza alla 69esima posizione (peggio di Ghana, Georgia, Turchia, Cuba solo per citarne alcune) nella lista comprendente circa 180 paesi.
In generale, le prime posizioni sono occupate quasi tutte da nazioni europee (Scandinavia in testa) con l'eccezione della Nuova Zelanda al primo, Singapore al quinto e Australia all'ottavo a pari merito con la Svizzera.
Alla Somalia e al Nord Corea la maglia nera; sempre in fondo alla graduatoria - là dove è più sentita la corruzione nella PA - ci sono anche Myanmar, Afghanistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Sudan, Iraq, Haiti e Venezuela.
Il rapporto è stato redatto dalla Transparency International, che ha spiegato come i risultati dell'inchiesta siano basati su "... diverse valutazioni e sondaggi di opinione effettuati da istituzioni indipendenti e rispettabili".
Le informazioni utilizzate per compilare il rapporto includono "... le questioni relative alla corruzione dei pubblici ufficiali, le tangenti negli appalti pubblici, l'appropriazione indebita di fondi pubblici e l'impegno dello Stato nella lotta alla corruzione".
L'indice utilizza una scala da 0 a 10 punti per misurare la corruzione percepita, con lo zero assegnato alla naziona altamente corrotta e il 10 alla nazione più pulita.
La prima della classe, Nuova Zelanda, ha un punteggio di 9,5. Somalia e Corea del Nord, le maglie nere, hanno un punteggio pari 1.0; all'Italia il misero punteggio di 3.9, tra i dati peggiori di tutti i paesi afferenti all'Ue (peggio solo Romania e Grecia).
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